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Profezie sulla fine prima del 2012: dal 1655 al 1925

La fine del Mondo mai avverata. Profezia di William Miller

Secondo William Miller il 3 Aprile 1843 il mondo doveva finire. Quando la fine del mondo non arrivò, Miller propose un'altra data in cui il mondo sarebbe finito. La data in questione era il 7 luglio 1843. Quando anche in quel giorno non accadde nulla, lo "sfortunato profeta" propose la data del 22 ottobre 1844. Fu calcolato che 1 americano su 85 cadde in preda all'isteria provocata dagli annunci di Miller.
Anche William Miller fu dunque uno dei tanti profeti che proposero diverse date per l'apocalisse, ma senza indovinarci minimamente!
Miller nacque il 15 febbraio 1782 in Pittsfield (Massachusetts) e morì il 20 dicembre 1849 ad Hampton, nello Stato di New York. Fu teologo e filosofo e una delle figure più importanti di quel filone escatologico cristiano che nel periodo 1830-1840 caratterizzò il fervore religioso degli Stati Uniti d'America, filone conosciuto con il nome di Avventismo. In particolare, l'insieme degli insegnamenti di Miller assunse il nome di Millerismo, ed i suoi seguaci sono conosciuti con il nome di "milleriti".
Una serie di fattori tra cui la morte del padre e della sorella e i drammatici ricordi di guerra,alla quale aveva partecipato in prima persona, contribuirono ad innescare un delicato percorso esistenziale. Da questo momento lo studio della Bibbia e la ricerca della verità non lo abbandoneranno più e i temi escatologici furono al centro delle sue attività. Il periodo compreso tra il 1816 e il 1823 fu impiegato da Miller nello studio della Bibbia alla mano e dei concetti di "Fine dei Tempi" e del "Secondo Avvento di Gesù". Forte della popolarità acquisita, nel 1834 pubblicò una sinossi dei suoi insegnamenti in un trattato di 64 pagine.
William Miller
La successiva conoscenza di Joshua Vaughan Himes, un pastore di una chiesa di Boston nonché serio editore accrebbe la sua visibilità: il 28 febbraio 1840 venne pubblicato il suo primo articolo nel quindicinale Segni dei Tempi, rivista a tutt'oggi esistente.
L'attesa del Secondo Avvento e la Grande Delusione Negli Stati Uniti, i primi decenni del XIX secolo furono caratterizzati da un clima di fermento religioso con pochi precedenti, e Miller può essere considerato un rappresentante dei suoi tempi. Gli storiografi attribuiscono una importante rilevanza storica alle previsioni di Miller, con un conseguente grande impatto sulla cultura religiosa.
Già a partire dal 1818 W. Miller aveva maturato la convinzione che il "Secondo Avvento di Gesù" sarebbe avvenuto tra il 21 marzo 1843 e il 21 marzo 1844. Il fondamento della sua convinzione era incentrato sul capitolo 8, versetti 13 (domanda) e 14 (risposta) del Libro di Daniele: 8,13 "Allora intesi un Santo che parlava e un altro Santo disse a quel tale che
fine del mondo, profezie
parlava: "Fino a quando durerà la visione: il sacrificio perpetuo rimosso, l'empietà devastatrice che vi è stata installata e il santuario e la milizia conculcati?." 8,14 Gli rispose: Ancora duemilatrecento sere e mattine! Allora sarà fatta giustizia al santuario!."
Il punto di partenza del computo era rappresentato dal settimo anno del regno di Astante, cioè il 457 a.C., e, adottando il principio del giorno-anno, ad ogni giorno profetico fu attribuito il valore di un anno solare. Dopo l'insuccesso della previsione, la data viene spostata al 18 aprile 1844, adducendo come possibile causa d'errore l' utilizzo del calendario ebraico non corretto
(il Rabbinico in luogo dell'appropriato caraita). Ma anche questa previsione non si avverò. In un clima sempre più acceso, nell’agosto del 1844 un sostenitore di Miller, Samuel S. Snow al camp-meeting di Exter nel New Hampshire, cogliendo di sorpresa lo stesso Miller presenta un messaggio noto come "Messaggio del settimo mese" e/o "messaggio del vero grido di mezzanotte", che, basandosi sempre su Dn 8,14 e sul calendario ebraico caraita, sostiene che Gesù si sarebbe rivelato al mondo "il decimo giorno del settimo mese" dell’anno in corso, ossia tra i giorni 22 e 23 ottobre 1844. All’alba del 23 ottobre 1844 quando il sole si leva senza che alcunché di visibile sia accaduto, è chiaro a tutti che la previsione di Samuel S. Snow e W. Miller è errata. Quest'ultima esperienza è conosciuta con il nome di "Grande Delusione" (in inglese Great Disappointment). Lo studioso Richard Lehmann nel suo libro Les Adventistes de suptième jour (Editions Brèpols, 1987, pagg. 12-13), sostiene che W. Miller, senza saperlo, sviluppò a modo proprio le convinzioni già
espresse da altri, quali il gesuita Manuel Lacuna, il giurista messicano presso il tribunale dell'Inquisizione Gutierry de Rozas, il pastore anglicano e poi battista R. Scott, ed il missionario britannico J. Wolff.
Dopo la Grande delusione del 22 ottobre 1844, molti dei seguaci di Miller si allontanarono, mentre una buona parte di essi, la maggioranza, una volta superato lo shock, cercarono di trovare una soluzione o una giustificazione razionale all'errore. Il 29 aprile del 1845 nella città di Albany si tenne uno dei più importanti meeting nella storia dell'avventismo post-ottobre 1844, alla quale partecipano praticamente tutti i principali
profezia sulla fine del mondo
leader del movimento: Himes, Elon Galusha, Josiah Litch e Sylvester Bliss, nonché lo stesso W. Miller. Fondamentalmente furono due le principali forme di risposta alla Grande Delusione che i Milleriti seppero elaborare. La prima forma di risposta (adottata poi dalla Chiesa Cristiana Avventista, fondata nel 1964 dalla fusione dell'Unione della Vita e dell'Avvento di George Storrs con l'Associazione Cristiana Avventista) afferma semplicemente che l'attesa era giusta e la data sbagliata. La seconda forma (adottata poi dalla Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno) afferma che il giorno era corretto, ma errato era l'oggetto dell'attesa. Il maggiore sostenitore di questa risposta fu Hiram Edson (1806-1882).


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